Equiseto, benefici e proprietà della “coda cavallina”

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Si definisce Equisetum, un genere di piante vascolari Pteridofite appartenenti alla famiglia delle Equisetacee, comunemente chiamate “code di cavallo“. Diffusa quasi in tutto il mondo, l’Equiseto si suddivide in 35 specie, come l’equisetum arvense, l’equiseto palustre o l’equiseto pratense, di cui 15 diffuse in Europa, tuttavia fatta eccezione per l’equiseto arvense tutte le altre specie risultano tossiche e non adatte per uso interno.

Pianta dalle origini antichissime, comparsa sulla terra circa 350 milioni di anni fa, l’equiseto risulta essere dal punto di visto filogenetico più primitivo delle angiosperme, privo di organi sessuali distinti e si propaga e riproduce per mezzo di spore.

Equiseto, qual è la sua composizione?

L’equiseto contiene dal 18 al 20% di sali minerali, 2/3 dei quali sono costituiti da acido silicico. Nella pianta si trovano due tipi di silice: quella organo-colloidale o solubile, che forma i colloidi citoplasmatici e risulta legata alle proteine, ai lipidi e agli amidi e quella insolubile o minerale, che si deposita nelle concrezioni epidermiche e all’interno delle membrane cellulari. Quest’ultima è molto resistente agli agenti chimici e all’interno dell’organismo umano non svolge alcun ruolo fisiologico perché non viene assorbita.

L’equiseto contiene inoltre potassio (3-5%), calcio (1-2%) e in misura minore magnesio, fosforo, azoto, zolfo e sodio, nonché elevate quantità di flavonoidi, come isoquercitrina e quercetina, saponine, tracce di alcaloidi, fitosteroli, tannini e olio essenziale.

A cosa serve l’equiseto? Benefici ed effetti per l’organismo

Nella medicina popolare l’equiseto viene tradizionalmente utilizzato come diuretico ed emostatico ed è solitamente associato, sin dai tempi di Galeno, ai disturbi di reni e vescica, ma anche artriti, ulcere e tubercolosi.

In Cina, invece, la stessa pianta viene usata anche per altre tipologie di disturbi, come febbre, infiammazioni oculari, congiuntivite, disordini corneali, dissenteria ed emorroidi.

Equiseto Capelli e ossa rinforzati da questa pianta

Oltre a tutte queste importanti azioni, però, l’equiseto riveste un importante ruolo nella riparazione dei tessuti ossei. Parlare di equiseto, capelli e ossa in fitoterapia è abbastanza comune, questo per il suo elevato contenuto di silice, che aiuta a fissare il calcio. Ciò fa sì che l’organismo possa immagazzinare maggiori quantità di tale minerale e usarlo per riparare ossa, collagene e tessuti. L’equiseto risulta così essere un importante alleato anche nei casi di osteoporosi. Anche i capelli possono beneficiare degli effetti dell’assunzione di equiseto, poiché questo può aiutare a rafforzarli, prevenirne la caduta e contribuire alla ricrescita.

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L’equiseto per il mal di gola

Sciacqui effettuati con un infuso di equiseto preparato con acqua bollente e poi fatto raffreddare, invece, possono sfruttare il potere disinfettante della pianta per la cura del mal di gola.

Proprietà diuretiche dell’equiseto

Come detto in precedenza, importante è anche la funzione diuretica dell’equiseto, in quanto l’utilizzo di questa pianta può stimolare i reni, favorendo la depurazione dell’organismo e l’espulsione di tossine e aiutando a rimuovere molte infezioni dell’apparato urinario.

L’equiseto è infatti una delle piante col maggior potere diuretico, arrivando ad incrementare la frequenza di minzione anche del 30%. È per questo motivo che l’equiseto si ritrova spesso anche tra le componenti di prodotti solitamente venduti per la riduzione del peso corporeo. Si ritiene che l’azione diuretica sia dovuta soprattutto alla presenza di flavonoidi e saponine.

Altre proprietà dell’equiseto

L’equiseto sembra poi essere utile nel recupero dei danni ai tessuti polmonari a seguito di tubercolosi e altri disturbi ai pomoni, poiché l’acido silicio è in grado di intervenire per stabilizzare il tessuto cicatriziale.

Per uso interno, la pianta può essere assunta per arrestare il sanguinamento di ulcere o flussi mestruali abbondanti.

La somministrazione di acido silicico può tuttavia causare leucocitosi (un temporaneo incremento dei globuli bianchi), ma anche, favorendo l’assorbimento e l’uso del calcio da parte dell’organismo, contribuire a combattere i depositi di grasso nelle arterie. La sua influenza sul metabolismo dei lipidi permette di avere, infatti, potenziali benefici sul sistema cardiovascolare.

Come assumere l’equiseto

L’equiseto è disponibile in forma essiccata, per tisane e decotti, ma anche come tintura madre o compresse.

In forma di tisana risulta utile anche per rassodare e levigare la pelle e ridurne gli inestetismi, mentre in caso di infiammazioni e gonfiori localizzati si può utilizzare un impacco o anche versare alcuni cucchiaini di infuso nella vasca da bagno.

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Le compresse risultano invece particolarmente indicate per sfruttare gli effetti benefici dell’equiseto su unghie e capelli, oltre che come rinvigorente dopo una frattura ossea.

Equiseto controindicazioni ed effetti collaterali

Come per ogni rimedio fitoterapico, anche l’equiseto non va assunto in caso di ipersensibilità a qualcuno dei suoi componenti, potendo causare dermatiti, diarrea, aumento della minzione, debolezza e diminuzione del potassio.

Essendo un potente diuretico è poi da evitare l’utilizzo nei soggetti con limitata funzionalità dei reni o se si assumono altri farmaci diuretici o per il controllo della pressione.

 

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