Gammaglobuline basse: che cosa significa questo risultato negli esami del sangue?

gammaglobuline basse

Tra i valori riportati dagli esami del sangue, o in questo caso di un esame molto specifico chiamato elettroforesi del siero, si possono riscontrare gammaglobuline basse. Che cosa significa e come bisogna agire in questi casi?

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Gammaglobuline: che cosa sono?

Nel sangue, la linfa vitale del nostro corpo, sono presenti tantissimi componenti chimici e, tra questi, funzioni molto importanti sono delegate alle proteine, che possono essere di vario genere e assumere differenti “mansioni”. Che cosa sono le gammaglobuline? Possiamo suddividere questo termine in due parti – e in effetti, talvolta, lo troviamo scritto proprio così, ovvero “gamma-globuline” – in modo da capirne la natura e indagarne il significato. Partiamo proprio dalla “coda” della parola, formata da “globuline”, ossia proteine plasmatiche principalmente prodotte dalla più grande ghiandola presente nel nostro corpo: il fegato. “Gamma” invece, che non a caso – come vedremo poco oltre – rimanda alla terza lettera dell’alfabeto greco, va ad indicare la “porzione di tracciato” in cui queste globuline vanno a posizionarsi nel momento in cui il siero plasmatico viene sottoposto ad analisi. Come le altre proteine plasmatiche, poi, le gammaglobuline, spesso conosciute anche come immunoglobuline, devono essere presenti in valori precisi nel sangue, visto che, in questo caso specifico, servono proprio per la difesa immunitaria del nostro corpo. In altre parole, se volessimo usare un sinonimo di gammaglobulina, potremmo tranquillamente affidarci al termine “anticorpo”.

Come si rintracciano le gammaglobuline nel sangue?

Per sapere se i valori delle gammaglobuline sono nella norma è necessario uno specifico esame del sangue, ovvero l’elettroforesi del siero plasmatico, che va a evidenziare, attraverso un tracciato elettroforetico, la presenza di queste proteine nel sangue. Il 60% della proteine sieriche, in realtà, è composto dall’albumina, utilissima per regolare la distribuzione di liquidi nel nostro corpo. In secondo luogo, poi, questo specifico esame va ad evidenziare tre diverse tipologie di globuline: le alfaglobuline, le betaglobuline e, finalmente, le gammaglobuline. Vengono in genere elencate in quest’ordine, seguendo appunto l’alfabeto greco, perché i tre picchi successivi a quello realizzato dall’albumina nel tracciato elettroforetico presentano, in successione, esattamente questi tre tipi distinti di globuline. Le alfa e le beta hanno sostanzialmente funzione di “trasporto”, mentre le gammaglobuline, come dicevamo, rappresentano il nostro scudo immunologico, per difenderci dagli attacchi provenienti sia dall’interno che dall’esterno del nostro corpo.

Quanti tipi di gammaglobuline ci sono?

La classificazione non finisce qui, visto che, a loro volta, sono state individuate ben 5 classi diverse di gammaglobuline, di cui una, ancora, piuttosto sconosciuta. Le immunoglobuline, abbreviate con la sigla Ig, sono catalogate con la seguente dicitura:

  • IgA, molto presenti in secrezioni e mucose, utili per difese topiche;
  • IgM, prodotte nei casi di infezione, permangono nel sangue per tutto il decorso della malattia. Alti livelli possono indicare una grave infezione;
  • IgG, importantissime in quanto rappresentano il nostro database di informazioni riguardo malattie e infezioni che si sono già presentate nel nostro organismo e che abbiamo combattuto;
  • IgE, che entrano in campo in caso di reazioni allergiche;
  • IgD che, come detto, rimangono ancora poco conosciute dagli esperti in materia.

Che cosa significa avere gammaglobuline basse?

Dopo aver visionato il risultato degli esami – che devono sempre essere consigliati dal medico curante o da uno specialista e consegnati allo stesso per avere una risposta vera, reale e precisa – può capitare di leggere valori bassi di immunoglobuline. Che cosa significa, dunque, avere le gammaglobuline basse o troppo basse? In questo caso, le risposte possono essere davvero molteplici e non è possibile caprine il motivo senza conoscere l’anamnesi precisa del paziente e, quindi, le possibili patologie di cui potrebbe soffrire. Per dare, però, una indicazione generica si può dire che valori bassi di gammaglobuline possono indicare, anche solo a logica, una immunodeficienza. Tradotto, significa avere difese immunitarie più basse del normale: una condizione da sommare, da parte degli esperti, ad altri aspetti manifestati dalla persona in oggetto prima di poter sviluppare una vera e propria diagnosi. Se invece si riscontrano gammaglobuline alte? In questo caso, invece, il nostro corpo potrebbe essere stato attaccato da diversi antigeni esterni e, dunque, essersi difeso con un maggior numero di anticorpi. È il caso, questo, delle allergie, di infezioni o di malattie come la varicella.

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Cosa posso fare in caso di gammaglobuline basse?

Come abbiamo specificato già varie volte nel corso dell’articolo, la prima regola è sempre quella di consultare un medico e di non tentare autodiagnosi che potrebbero rivelarsi assolutamente erronee. In caso di gammaglobuline basse prenotate una visita dal vostro medico e seguite le eventuali terapie consigliate. In ogni caso, assenza di patologie gravi, malattie autoimmuni o allergie particolari, il fatto di riscontrare una immunodeficienza nel sangue potrebbe anche semplicemente essere causato da uno stile di vita non adeguato e malsano. Dunque, norma valida per questa casistica e per innumerevoli altri malesseri non patologicamente gravi, sono una sana alimentazione, esercizio fisico equilibrato e congrue ore di riposo notturno, che possono migliorare concretamente e con poche semplici accortezze quotidiane la nostra salute.

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A cura di Elisabetta Falcioni

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