Gnocco fritto con marmellata di cipolle – In cucina con Veg And The City

gnocco fritto con marmellata di cipolle

Ebbene sì, lo ammetto, mi piace assaje far incontrare Nord e Sud in cucina, diciamo a metà strada ed è proprio così che intendo la cucina, ossia un incontro di culture e sapori, idee e consigli, ricette che si tramandano. La cucina vegana, per gli esperimenti culinari e la riscoperta di antiche ricette tradizionali italiane, è forse la più ricca e la più divertente, al contrario del pensiero più comune. Proprio per questo, nella ricetta di oggi voglio proporvi uno gnocco fritto, che è un piatto tipico dell’Emilia Romagna, in un particolare abbinamento con una marmellata di dolcissime cipolle, arrivate direttamente da Tropea.
Se non è un viaggio questo…

 Leggi anche:  Cosa mangiano i vegani: le regole per una dieta cruelty-free

Sapevate che…?
La farina di canapa è ricavata dalla macinatura dei semi di canapa ed è ottima sotto il profilo nutrizionale. Essa contiene meno calorie della farina tradizionale ed è ricca di proteine, a eccezione del glutine, il che la rende ideale anche per i celiaci, e di fibre. Per quanto riguarda i grassi, invece, quelli contenuti nella farina di canapa sono per lo più del tipo omega-3 e omega-6. Quest’eccezionale alimento risulta utile per rinforzare e regolare la risposta del sistema immunitario, del sistema ormonale e del sistema nervoso: perché rinunciare a tante proprietà?




Vediamo dunque come preparare lo gnocco fritto alla canapa con marmellata di cipolle di Tropea:

Ingredienti

Per le cipolle in agrodolce

  • una grossa cipolla rossa di Tropea
  • due cucchiai di olio e.v.o.
  • due cucchiai di aceto di mele
  • due cucchiai di zucchero
  • un pizzico generoso di sale

Per gli gnocchi

  • 300 gr di farina 0
  • 150 ml di acqua
  • mezzo cubetto di lievito di birra
  • un cucchiaino di zucchero
  • un cucchiaino di succo di agave
  • un pizzico di sale
  • un cucchiaino di farina di canapa
  • abbondante olio per friggere

Ecco come procedere!

farina di canapa bioMondare la cipolla e lasciarla sbollentare a pezzi in acqua bollente per mezz’ora.
Versare la cipolla così ammorbidita in padella con un filo di olio. Sfriggere e poi sfumare con l’aceto, dopodiché aggiungere il resto degli ingredienti e lasciare appassire e asciugare, fino a raggiungere la consistenza della confettura.
Conservare in frigo.

Nel frattempo, sciogliere il lievito in un bicchiere d’acqua con un po’ di zucchero e il succo di agave.
Creare un lievitino, mescolando con la frusta la farina poco alla volta, questo deve risultare denso, morbido, ma non troppo liquido.
Lasciare lievitare 30 minuti e poi reimpastare con il resto della farina, un cucchiaino di farina di canapa, un pizzico di sale e un filo di olio extra vergine di oliva.
Io lascio lievitare in frigo 24h e poi altre 3h in forno spento, coperto da un panno umido.
Ora siamo pronti per stendere la pasta e formare gli gnocchi, che in realtà devono essere tagliati a forma di rombo.
Friggere in abbondante olio di semi, finché non saranno belli gonfi e dorati.
Servire con la marmellata di cipolle di Tropea e magari con qualche scaglia di formaggio di anacardi.





veg-and-the-cityVeg And the City
nasce dall’esigenza di unire due passioni: l’amore per gli animali e quello per la cucina.

La cucina vegana è il connubio perfetto tra queste due cose.
Si tratta del primo ed unico home veg restaurant salernitano.
Un’idea che nasce dalla voglia di lavorare e stare a contatto con le persone, di inventarsi un impiego, andando un pò controcorrente rispetto alla burocrazia e alla lentezza dei nostri tempi.
Noi di slow abbiamo solo il food, la lievitazione del nostro pane integrale, la fermentazione o la produzione dei ”non-formaggi”.
Nella nostra cucina possiamo far sentire le persone realmente a casa, come in un pranzo di famiglia, giocando con il cibo, con i colori e gli odori delle verdure di stagione e dei prodotti fatti in casa, senza doverci preoccupare di CHI troveremo oggi nel nostro piatto.
Amicizia, cultura vegana, buon gusto, amiamo veganizzare i piatti della nostra tradizione culinaria e soprattutto dimostrare che la vera dieta mediterranea è già per la maggiore cruelty free, dalla Campania, passando per il Cilento (patrimonio dell’Unesco), rincorrendo e onorando le nostre origini, dimostrando che Veg si può e si deve.

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