Matrimonio vegano: un’idea folle riuscita benissimo!

matrimonio vegano oleandri paestum

Chi ha scelto lo stile di vita vegan sa benissimo quanto sia difficile ancora oggi non sentirsi giudicati in un mondo che, per gran parte, segue usi e costumi che vanno nella direzione completamente opposta. Certo, negli ultimi anni molto è cambiato e continua a farlo giorno dopo giorno, ma andare contro la tradizione può essere in certi casi davvero complicato!

Chi è vegano lo sa bene. Chi è vegano nel sud Italia lo sa benissimo.

Chi è vegano nel sud Italia e ha deciso di sposarsi merita una medaglia d’oro!

Vogliamo allora proporvi la storia di un matrimonio vegano che ha rotto tutti gli schemi di due famiglie meridionali, lasciando alla fine parenti e amici a bocca aperta e, soprattutto, a stomaco pieno: a raccontare la loro storia sono Mario e Tina, entrambi provenienti da due piccoli paesi della provincia di Salerno e vegani ormai da 4 anni.

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Sposarsi con un menù vegano? Difficile ma non impossibile

L’ avventura inizia circa un anno prima della fatidica data, inizialmente fissata per il 21 giugno, giorno del Solstizio d’Estate. L’idea nasce quasi all’improvviso, a metà tra un gioco e una sfida al resto del mondo: “Facciamolo, ma questo matrimonio dovrà rappresentarci al 100%. Niente e nessuno dovrà snaturarci e obbligarci ad andare contro le nostre convinzioni”.

Può sembrare una frase di circostanza, ma per chi lotta tutti i giorni contro la testardaggine delle persone intorno è piuttosto una dichiarazione di “guerra”.

rito civile jazz'o
Photo by Jazz’o

Che il matrimonio dovesse essere completamente vegan, dunque, lo si è stabilito sin da subito. Il problema sarebbe stato combattere contro l’abitudine ai ricevimenti di ingozzarsi a più non posso di carne o pesce, eliminare prosciutto e bocconcini dall’antipasto, togliere la soddisfazione di sgusciare un gamberone a mani nude. E in che modo chiedere ai gestori dei locali di allontanarsi così tanto dagli standard? Come avrebbero reagito?

Per di più, poi, per dare un ulteriore motivo di gioia ai “meno innovativi”, il rito sarebbe stato civile e non religioso: altra grande sfida che, da queste parti, rischia di creare pesanti critiche e malcontento!

Il tour dei ristoranti dell’intera regione è stato arduo, ma divertente. L’idea era quella di ricreare un’ambientazione rustica, che rappresentasse in pieno il nostro amore per la natura, così ecco partire la ricerca di una struttura con ampi spazi all’aperto, aree verdi e, ovviamente, tanti prodotti dell’orto sani e genuini. Di posti belli ne abbiamo visti: cascine, masserie, antichi casali, tutti con un proprio fascino, ma senza quell’elemento che avrebbe dovuto farci balzare dalla sedia.

Le risposte alla “proposta di un matrimonio vegano” erano poi molto varie: qualche coraggioso si mostrava disponibile alla sfida, preso dalle possibili ricadute che la buona riuscita dell’evento avrebbe avuto in termini di immagine, ma la maggior parte dei gestori strabuzzava gli occhi e ci chiedeva se non fosse troppo rischioso anche per noi proporre un menù così diverso. Di fronte alla nostra ferma risposta un abbozzo di menù provavano a proporlo tutti, ma l’impatto iniziale rimaneva e ci spingeva a guardare oltre.

Un capitolo a parte meriterebbero poi quei ristoranti che escludevano a priori la possibilità di cucinare vegano, anche solo per un giorno. Se nel 2018, da professionista del settore quale sei, temi davvero di non poter neppure provare a creare un menù senza derivati animali, forse qualcosa da rivedere nel tuo lavoro c’è!

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Oleandri Resort, il luogo ideale per il nostro matrimonio cruelty free

Dopo aver macinato chilometri e chilometri e aver girovagato in lungo e in largo paesi di cui quasi ignoravamo l’esistenza, però, ecco il colpo di fulmine. Per puro caso ci ritroviamo a entrare presso l’Oleandri Resort di Paestum, una struttura di gran classe a pochi passi da una meravigliosa pineta e dalla spiaggia. Dobbiamo ammettere che, essendo partiti dall’idea di festeggiare in una masseria, inizialmente non eravamo così sicuri che un locale di questo tipo potesse fare al caso nostro, eppure in pochi minuti la concorrenza era già stata quasi completamente sbaragliata.

Ambienti ampi e luminosi e la cura quasi maniacale dei dettagli in pieno stile shabby chic (passione della sposa), sin da subito rendevano ai nostri occhi l’Oleandri un luogo quasi magico, nonostante fossimo in piena estate, periodo in cui la struttura non ospita matrimoni. Ad aggiungere stupore allo stupore, poi, ci aveva pensato il fascino del percorso per raggiungere la spiaggia, una passeggiata tra pini altissimi e giochi di luce naturale assolutamente imperdibili.

>>> Leggi anche: Cosa regalare a un vegano: tante idee per un Natale cruelty-free

rito civile in spiaggiaInfine, la possibilità di celebrare il nostro rito civile proprio di fronte al mare, in un’ambientazione che già dalle foto mostrateci aveva qualcosa di stupefacente, non poteva che portare la struttura al primo posto della lista, con un unico “ma”: cosa risponderanno alla richiesta di una cena interamente veg?

Presto detto, la padrona di casa Erica, che ci ha accolti con grande serenità e professionalità, ha sin da subito mostrato la sua curiosità e disponibilità verso la nostra proposta, facendoci diverse domande ma senza mai apparire invadente o pronta a giudicarci. Insomma, è bastata qualche chiacchiera per farci fidare della persona, in attesa di ricevere un’idea di menù per la quale, giustamente, ci veniva chiesto solo qualche giorno di attesa.

Ricevuta la bozza, non dovevamo far altro che confermare: le nostre esigenze erano state non solo comprese e rispettate ma addirittura rielaborate con grande fantasia e professionalità da Erica e dallo chef Gaetano Iannone, come avremmo ulteriormente scoperto a distanza di qualche mese. Addirittura, pur di celebrare il nostro sogno d’amore lì, avevamo ormai accettato anche la necessità di modificare la data, che passò così al 31 maggio 2018.

La sera della prova fu un momento di grande emozione per noi: scegliere il menù definitivo tra diverse proposte tutte di altissima qualità e soprattutto 100% cruelty free e vedere quanto impegno c’era stato da parte della cucina per elaborare piatti così belli e gustosi, fu davvero sorprendente. L’Oleandri si era già superato e il menù definitivo che stava ormai prendendo forma ci aveva ormai convinto del fatto che nessuno avrebbe potuto rimpiangere le classiche portate da matrimonio.

C’è da aggiungere, però, la presenza dall’altro lato della medaglia di parenti e amici “mal fidati”, pronti a commentare in ogni occasione il loro rischio di dover mangiare vegano: “ma almeno al matrimonio la carne ce la fate mangiare?”, “dopo il matrimonio ci dovremo fermare a mangiare in un altro ristorante”, “io porto i salami da casa”, “non dovreste costringere gli altri a mangiare come voi”, e così via.

E vi assicuriamo che mesi a dover rispondere con educazione sempre alle stesse “battute” non è per nulla facile.

Per fortuna, le cose sarebbero andate molto diversamente da come temevano i “poveri onnivori”. Tra una corsa e l’altra, il 31 maggio era ormai arrivato e presto avremmo scoperto se il nostro coraggio sarebbe stato premiato o meno!

La prima piccola grande vittoria fu proprio quella del rito civile, singolare ed emozionante anche per chi ci aveva sempre ripetuto che il matrimonio “bisogna farlo in Chiesa”. L’ambientazione raffinata ed elegante, con lo splendido scenario regalato dal mare sullo sfondo e le letture appositamente scelte per far comprendere il senso della nostra unione, avevano finito per convincere davvero tutti e fatto scendere diverse lacrime sui volti degli invitati.

Non ci rimaneva, ora, che far emozionare le pance.

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Il menù del nostro matrimonio vegano: tante idee per rendere felici tutti

L’antipasto vegano a bordo piscina preparato dallo staff dell’Oleandri era a dir poco sorprendente: dalle pizzette fritte alla parmigiana di melanzane, dagli assaggi di pasta e patate a quelli di zuppe di legumi, nel lunghissimo buffet di benvenuto c’era praticamente di tutto e vedere quasi 100 persone mangiare con gusto senza alzare la testa dal piatto ci rendeva felici e orgogliosi.

La musica non è cambiata in sala: per i treccioni con pesto di basilico, pomodorini, muscolo di grano e scaglie di mandorle tostate è stato amore alla prima forchettata praticamente per tutti e solo l’abbondanza della prima parte del ricevimento ha reso per alcuni più difficoltoso apprezzare appieno il secondo primo, un’ottima pasta con fave dell’orto bio e carciofi di Paestum IGP egregiamente cucinata, e la millefoglie di verdure con crema di peperoni preparata come secondo.

torta nuziale vegLa scelta di organizzare un matrimonio vegano stava dando i suoi frutti, lo leggevamo negli occhi dei nostri invitati, ma con i dolci si sono raggiunti davvero livelli altissimi di soddisfazione: una frollina all’olio evo con crema pasticcera alle mandorle e al sentore di zafferano ha spianato la strada all’ultimo buffet esterno, dove una cialda preparata al momento ripiena di gelato e le zeppoline fritte fatte a mano anticipavano la nostra gustosissima torta nuziale, piaciuta davvero a tutti. Imperdibili poi i confetti, ovviamente vegan, che Erica ha avuto cura di cercare appositamente per il nostro evento, e la bomboniera tutta fatta in casa: un liquore cremoso a cioccolata e arancia, con base di latte di soia, che molti hanno avuto difficoltà a conservare integra anche solo per qualche giorno.

Matrimonio vegan: una scelta importante e un messaggio per il futuro

Tra i complimenti quasi inaspettati, compresi quelli di coloro che all’inizio si erano mostrati più titubanti, il nostro matrimonio vegano volgeva al termine lasciandoci la gioia e la consapevolezza di essere riusciti a fare tutto da soli, rimanendo fedeli alle nostre convinzioni e soprattutto dimostrando che il termine “vegan” non vuol dire assolutamente privazione o tristezza ma, anzi, racchiude un vastissimo mondo di gusti, profumi e colori di cui troppo spesso ci si dimentica l’esistenza.

A volte, però, è necessario un pizzico di coraggio e di sfrontatezza per non lasciarsi sopraffare dall’influenza degli altri: bisogna farlo tutti i giorni, ma ancora di più in occasione di quegli eventi che devono lasciare un messaggio importante. Forse non avrete cambiato il mondo, ma anche da questi gesti passa la speranza di un futuro migliore, per noi, per l’ambiente e per le generazioni future.

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