Thegreenplace, un angolo di paradiso a pochi km da Viterbo

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Esistono luoghi ed esperienze in grado di lasciare il segno anche nei cuori più duri, piccoli angoli fuori dal mondo che ci allontanano dalle frenesie quotidiane e dalle nostre non sempre buone abitudini, insegnandoci che, al di là delle più comuni convenzioni e convinzioni umane, abbiamo ancora tanto da imparare. Uno di questi luoghi sorge nel nostro meraviglioso Centro Italia. Siamo a Nepi, a circa 40 km da Viterbo, e quella che si presenta come una vera e propria isola felice prende il nome di Thegreenplace.

Il “luogo verde”, un nome che racchiude le mille sfaccettature ideali di chi ha scelto di vivere in armonia con la natura dedicandosi al benessere degli animali, spesso salvati da situazioni di disagio se non addirittura da macelli in cui la loro condanna a morte era già segnata.

Un ampio spazio tra le campagne viterbesi in cui animali di ogni specie, dai cani ai gatti, a capre, maiali, bovini e volatili, convivono pacificamente e condividono prati, cibo e momenti di gioco, aperto però anche agli umani che desiderano aprire i propri occhi e osservare da vicino chi sono quegli esseri viventi che l’abitudine ci ha portato a vedere come meri strumenti per soddisfare palato e vanità.

Ai più potrebbe sembrare una follia, ma passare una giornata al Thegreenplace è un’esperienza che lascia numerose sensazioni, sia a chi sente già forte la propria spinta animalista e ambientalista, sia a chi è distante da questo mondo ma, come tutti gli umani (o quasi), nasconde una sensibilità che chiede solo di uscire allo scoperto.

Noi di NaturLove qualche settimana fa abbiamo avuto la fortuna di visitare questo piccolo angolo di paradiso, godendo della compagnia di più di 100 animali e di tante belle persone, e abbiamo conosciuto Marco Biondi, fotografo pubblicitario (suoi anche gli scatti della campagna #iononmiabbacchio), anima di questo posto e tra i fondatori di Thegreenplace, il quale ci ha rilasciato un’interessante intervista.

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NaturLove: Come nasce Thegreenplace e qual è il suo scopo? E come mai proprio questo nome? Raccontaci brevemente la storia di questo posto “speciale”.

Marco Biondi: Thegreenplace, il cui nome mi è venuto in mente per racchiudere più concetti possibili riguardo
una vita etica, è nato pochi giorni prima della Pasqua di quattro anni fa, quando abbiamo trovato un agnellino appena nato ancora parzialmente avvolto nella placenta, da solo, sul ciglio di una strada di campagna.
È da quel che momento le nostre vite sono cambiate.
Pascal è cresciuto con noi, bevendo il biberon, con lo stesso amore che avremmo dato ad un bimbo. Proprio da lui, dal nostro incontro con lui, è nata l’idea di creare un luogo, il THEGREENPLACE, che fosse rifugio per animali abbandonati o che fossero stati salvati da situazioni di sfruttamento o maltrattamento.
Siccome nulla succede per caso, veniamo poi a sapere di un capretto pronto al macello, e lo riscattiamo salvandolo appena in tempo poiché già legato per essere ucciso. E così a Pascal si è aggiunto Frank (Capra!).
Nel frattempo abbiamo trovato un terreno dove poter creare un rifugio, vicino a Nepi, e lì ho cominciato a portare i miei cani, i gatti, il cavallo Velvet, una purosangue salvata da una scuderia di Capannelle dove veniva sfruttata per le corse, e ovviamente Pascal e Frank.
Ancora stavamo progettando, buttando giù idee su come allestire un rifugio dove il “must” avrebbe dovuto essere “TUTTI LIBERI e NIENTE GABBIE”, quando per una serie di coincidenze siamo entrati in contatto con la LAV.
Erano appena stati sequestrati molti animali dalla tristemente nota “Cascina degli orrori” in Toscana, e la LAV cercava un posto dove mettere in salvo un gregge di capre e di pecore.
L’incontro è stato magico! Loro hanno visto il nostro rifugio, hanno capito il nostro spirito e ci siamo ritrovati a cominciare il nostro lavoro molto prima del previsto.
La magia tra noi e gli animali è stata immediata. Loro, nonostante una vita di maltrattamenti e sfruttamento, si sono subito fidati di noi e in breve tempo il rapporto che si è instaurato è quello che noi cerchiamo di spiegare a chi ci viene a visitare ogni settimana: rispetto reciproco totale!
Siamo stati allietati dalla nascita di nuovi agnellini e di nuove caprette, e assistere a questo miracolo senza secondi fini, solo per la gioia di vedere gli animali vivere come dovrebbero, è stato un regalo immenso.

Al Thegreenplace è iniziata un’avventura che quotidianamente ci porta a riflettere su come la nostra società abbia costruito dei livelli di importanza differenti tra uomini e animali, errando completamente. E l’errore di concetto da noi è dimostrato quotidianamente dal fatto che ogni specie animale convive libera serenamente, senza prevaricazioni di sorta.
Nel frattempo si è cominciata a spargere la voce tra gli amici e gli animali hanno cominciato ad arrivare “spontaneamente”. Ci siamo ritrovati con una maialina vietnamita di pochi mesi: il classico acquisto fatto da una famiglia come regalo per le figlie, senza consapevolezza! La piccola è stata chiamata Lola e ora non è più tanto piccola! Anche lei, giorno dopo giorno, ci mostra come i tanto vituperati maiali siano esseri dotati di un’intelligenza e di una sensibilità incredibili. La famiglia è in continua crescita e abbiamo appena costruito un laghetto per le tartarughe, abbiamo accolto un pony di 13 anni sfruttato per tantissimo tempo e stiamo ancora allattando un agnellino trovato abbandonato da pochissimi giorni! Ci sono arrivate tante galline salvate da allevamenti intensivi e le nostre giornate sono scandite dal canto del gallo, dai versi delle nostre papere, da qualche abbaio, dai belati e dalle bussate alla porta di Pasquale, un agnellino salvato la scorsa Pasqua, che ancora reclama il suo biberon di latte.
Il senso di un rifugio per noi è proprio questo: un luogo dove gli animali possano vivere seguendo i loro ritmi, liberi e in armonia; dove l’uomo ha il dovere di proteggerli, accudirli senza mai invadere i loro spazi, senza stravolgere le loro abitudini.
thegreenplace-2Il Thegreenplace è un santuario per animali liberati dal dominio e dallo sfruttamento umano, è quindi un rifugio nato per restituire l’individualità ad ogni essere, un luogo necessario, per garantire a tutti gli individui oppressi, di poter vivere in libertà e in pace, senza secondi fini.
Nel nostro progetto, nella nostra visione di un mondo moralmente sviluppato, ci riconosciamo animali tra gli altri animali, è in quest’ottica che rinneghiamo e annulliamo le distanze che la società ci ha imposto, restituendo all’altro il diritto alla vita e al rispetto.
Il santuario cerca di essere un’oasi magica, un luogo dove davvero tutti gli individui, animali umani e non umani possano vivere assieme apprendendo il valore del rispetto per la vita.
Al Thegreenplace è un po’ come stare in famiglia, con quel senso di appartenenza che rassicura ed unisce, tra scodinzolii ed abbracci, l’incontro con l’altro e la scoperta di sé diventano uno scambio indimenticabile.
Vi invitiamo a visitarci, a sostenerci ed a partecipare alle nostre iniziative, perché crediamo che il giusto contatto consapevole assieme alle corrette informazioni, permette l’instaurarsi di attente riflessioni che possono davvero cambiare le persone da dentro, verso un modo “altro” di concepirsi nel mondo, assieme agli altri esseri che lo popolano, rispettosamente.
Al Thegreenplace organizziamo eventi nel weekend, dove la partecipazione è gratuita, ma sono sempre gradite offerte a sostegno delle spese quotidiane di gestione e mantenimento del rifugio e dei suoi abitanti.

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N: Quanti sono attualmente e come vivono gli animali ospiti di Thegreenplace? C’è qualche storia che ti è rimasta più a cuore tra le tante passate attraverso il tuo “santuario”?

MB: Gli animali sono circa 120 ormai e ogni storia di ogni animale ha scalfito il mio cuore; di ognuno di loro porto dentro di me un’emozione, dunque non saprei scegliere una sola storia in particolare.

N: Bisogna ammettere che ci vuole molto coraggio oggi come oggi a costruire un luogo di questo tipo. In tal senso, quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato nella fondazione di Thegreenplace e quali quelle attuali?

MB: La più grande difficoltà sicuramente è quella di assicurare il benessere degli animali, quindi soprattutto economica.

N: Posso immaginare… come è possibile allora supportare Thegreenplace, sia fisicamente che a distanza?

MB: Fisicamente con del volontariato. Stiamo anche programmando dei corsi per volontari…
Per gli aiuti economici, invece, sul nostro sito si possono trovare tutti i riferimenti per poter contribuire al benessere dei nostri numerosi ospiti. Basta andare su www.thegreenplace.org per avere tutte le informazioni sulle nostre attività e su come aiutarci!

N: Chi sono le persone che visitano solitamente Thegreenplace? Ti è capitato qualche incontro inaspettato o particolarmente significativo nel corso di questi anni?

MB: Persone di ogni genere per fortuna.

N: Non solo vegani o animalisti attivisti quindi…

MB: Ti dirò, io sinceramente preferisco i non vegani, perché con loro occorre tanto coraggio.

N: Di solito come vanno via i non vegani dopo una giornata al rifugio? Noti qualche differenza in loro?

MB: Sì molto spesso. Per esempio, circa un anno fa è venuta una famiglia di non vegani il cui padre era un appassionato di abbacchio e dintorni… dopo un paio di mesi è tornato dicendomi che da quando aveva tenuto in braccio uno dei nostri agnellini non riusciva più ad ordinare l’abbacchio al ristorante.

N: Fantastico!

MB: La cosa importante è non forzare nessuno

thegreenplace-macisteN: Al di là di Thegreenplace, sei un apprezzato fotografo, autore tra l’altro di importanti campagne pubblicitarie in favore degli animali. Alla luce della tua esperienza animalista, cosa credi sia cambiato negli ultimi anni? Noti un maggiore interesse alle tematiche relative allo sfruttamento animale e una maggiore consapevolezza delle persone?

MB: Assolutamente si! Da quando circa 4 anni fa ho creato questo luogo credo fortemente che siano cambiate moltissime cose.

N: Immagino che questo faccia ancora più da stimolo

MB: È una scelta di vita davvero difficile ma che ripaga con emozioni uniche, sia nel dolore che nella gioia.

N: L’argomento è sempre più discusso e sembra che la percentuale di persone che scelgono una dieta “senza crudeltà” sia sempre più alta. Tu cosa ne pensi del movimento “vegan” italiano, se di
movimento si può parlare, e cosa invece pensi delle campagne spesso denigratorie contro i vegani,
frequenti anche nei principali media?

MB: Sinceramente penso che purtroppo, spesso, certi vegani se le cercano. Io preferisco parlare di comportamento etico e responsabile, informare invece di insultare.

N: Sui social poi è ancora più amplificata questa “guerra”.

MB: Ormai è una follia da cui mi tengo fuori…

N: Per concludere, se potessi tornare indietro, cosa cambieresti di questa tua esperienza? Ritieni di
aver fatto qualche errore dal giorno in cui hai deciso di fondare Thegreenplace?

MB: Sì, uno in particolare: quello di non aver salvato abbastanza animali.

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