Triclosan messo al bando negli Stati Uniti: cosa accade in Europa?

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È notizia di questi giorni che la Food and Drug Administation ha messo al bando il Triclosan, controversa sostanza chimica di largo utilizzo nella composizione di saponi e dentifrici industriali.

Era ormai da anni che tale sostanza veniva additata come responsabile di diversi disturbi, ma in realtà mai nessuna decisione era stata presa in merito e le più importanti case produttrici di cosmetici e detergenti hanno continuato ad utilizzare tale agente antibatterico nei propri prodotti.

Quali danni può provocare il Triclosan?

Diversi sono i danni che il Triclosan può causare all’organismo: può danneggiare gli ormoni tiroidei e il testosterone; può danneggiare fegato e reni, poiché a contatto con il cloro contenuto nell’acqua la reazione chimica che ne consegue genera cloroformio, altamente tossico; può creare batteri resistenti agli antibiotici; può creare danni alla flora batterica e quindi al sistema immunitario; può, infine, favorire il cancro al fegato, proprio per la sua alta tossicità.

Sotto pressione da molto tempo su tale argomento, la Food and Drug Administration ha così finalmente deciso di intervenire, vietando l’uso del triclosan e di altri 18 agenti antibatterici. In realtà tale divieto riguarda soltanto i dentifricisaponi antibatterici, mentre il triclosan continua ad essere utilizzato nella produzione di dentifrici.

Triclosan, la situazione europea

In Europa, invece, ancora nulla è stato fatto in proposito ed è per questo motivo che dai consumatori più consapevoli si iniziano ad alzare barricate affinché si vieti l’utilizzo di sostanze tossiche anche nel nostro continente.
Basti pensare a quanti importanti marchi ancora ricorrano al triclosan nella composizione dei propri dentifrici e detergenti intimi, come Colgate-Palmolive, Conad, Pasta del Capitano, Selex, Auchdetergenti-intimian e molti altri. La rivista dei consumatori Il Salvagente ha, a tal proposito, avviato una petizione per chiedere ai
produttori di rinunciare a “un antibatterico probabilmente inutile e sospettato di essere pericoloso per la salute di grandi e piccoli consumatori“.

Nell’attesa che qualcosa si muova anche in Europa e in Italia, e che possibilmente le stesse case produttrici si dimostrino attente all’argomento, il nostro consiglio è di prestare attenzione a ciò che si acquista, cercando di scegliere sempre prodotti naturali, sani e a basso impatto ambientale, facilmente acquistabili anche on line.

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